Tag Archives: giounipi

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Startup : un’idea da sola non basta.

Che cos’è una startup? Ma soprattutto cos’è un incubatore? E’ una domanda che forse non ci siamo mai realmente chiesti forse dando per scontato di sapere per certo la risposta ma spesso non è così. In origine, il termine veniva usato per indicare attività di nuova istituzione con un prodotto molto tecnologico e all’avanguardia nel settore informatico. Con il passare del tempo questo termine ha perso la restrizione settoriale e include ora diversi settori. Da qui la scelta del Polo Tecnologico di Navacchio di realizzare…

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Seminario sulla Gestione di uno stabilimento

Non c’è due senza tre! Come terzo evento dell’anno il team di GiO vi propone un seminario sulla Gestione di uno stabilimento  tenuto dall’ Ing. Mauro Pino, Vice Presidente della sezione Industriale per l’America Latina di FCA.  Le tematiche trattate  riguarderanno lo svolgimento del processo produttivo,  il flusso logistico interno allo stabilimento, il sistema di gestione degli ordini e l’integrazione con fornitori e comunità,  sia a livello sociale che ecologico. Per maggiori informazioni sul programma cliccate qui. Il Seminario si terra Sabato 6 Maggio dalle…

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PowerPoint- Prepara e presenta il Tuo Lavoro

In questo mese ormai pieno di iniziative vi ricordiamo che Sabato 26 Novembre e Sabato 3 Dicembre si terrà un seminario su PowerPoint. In entrambe le sessioni il corso si svolgerà in aula F06 del Polo Etruria dalle 14 alle 17. Il corso è naturalmente aperto a TUTTI gli studenti dell’Università di Pisa. Purtroppo non potendo avere a disposizione l’aula informatica vi preghiamo di portare i vostri computer carichi per almeno 1 ora di utilizzo. Noi cercheremo in ogni caso di mettere a disposizione prolunghe…

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Il potere delle parole: la PNL

“ So che pensi di aver capito quello che pensi che io abbia detto, ma mi chiedo se ti sia accorto che quello che ho detto non è quello che intendevo” ( Introduzione alla PNL) Questa è la frase che fa meglio capire il ruolo della PNL. Quante volte vi è capitato di trovarvi in una conversazione e di non avere gli strumenti per farvi capire dal vostro interlocutore? Saper comunicare, a casa, a lavoro, in giro, oppure durante un colloquio, è fondamentale e può…

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DATA SCIENTIST E BIG DATA: La professione del futuro?

Con lo sviluppo esponenziale della tecnologia e dell’informazione in questi ultimi anni ognuno di noi si trova travolto da una grandissima quantità di dati. Tanto per rendere un’idea il 90% dei dati è stato prodotto solo negli ultimi due anni. Questo ammontare di dati viene generato da ogni singolo individuo, vengono creati dati quando navighiamo su internet, quando utilizziamo i social network, quando utilizziamo il GPS del nostro smartphone o della nostra macchina, quando mandiamo le email ai colleghi e addirittura quando interagiamo con la…

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Amazon

“Molte cose devono ancora essere inventate. Molte cose devono ancora succedere. La gente non ha idea dell’impatto che avrà internet, e per tanti versi siamo ancora all’inizio»” Oggi Amazon è una delle più grandi società del mondo, con un fatturato di diversi miliardi di dollari e sedi in tutto il mondo. E’ diventato famoso per l’enorme quantità di prodotti che espone sulla sua immensa vetrina online. Amazon è un’azienda di commercio elettronico statunitense con sede a Seattle, nello stato di Washington, Stati Uniti d’America. Fondata con il nome di Cadabra Inc.…

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TIP TRICKS AND HACKS

B THE CHANGE

Il 3 aprile 2010 nello stato del Maryland il timido esordio di una nuova forma giuridica societaria pone le basi ad uno dei modelli più innovativi e lungimiranti tra le visioni prospettiche della futura impresa. È la Benefit Corporation, più semplicemente B-Corp, la sintesi ad un’aspra e controversa dialettica che vede opposte l’attualizzazione di un’attività d’impresa sostenibile e la massimizzazione del profitto. L’approvazione congiunta della forma giuridica della Benefit Corporation alla legge di stabilità del gennaio 2016 vede l’Italia in testa all’innovazione giuridica europea, permettendo…

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OVS

OVS… “il brand che paga e appaga la clientela”

La moda è la passione di tutte le donne.
Il perché è molto semplice: tutte amiamo uscire di casa con un abito di tendenza o un accessorio esclusivo. Ma non tutti ci possiamo permettere tali brand. Ed ecco che allora la moda low cost prende il sopravvento. In Italia ci sono molte aziende low cost che stanno vivendo un periodo d’oro, la prima per eccellenza è OVS.

Così non possiamo non soffermarci sulle parole dell’amministratore delegato Stefano Beraldo, il quale ha dichiarato di voler investire nonostante la crisi economica italiana. In un’intervista a La Stampa ha affermato:


“Abbiamo cambiato pelle, prodotti, organizzazione, logistica.
Abbiamo adattato il business, oggi più flessibile, ma con una pianificazione precisa. Abbiamo aggiunto figure manageriali importanti e abbiamo lavorato sul web, al 
fianco di Dj e stilisti. Investiamo sempre più sulla qualità e sui fornitori italiani”.

Mentre

“il settore dell’abbigliamento nel 2014 ha fatto -3,5%, OVS cresce del 7,4% per 877 milioni di ricavi. Aumentiamo le vendite senza considerare le nuove aperture”.


ieri

Ieri…

OVS nacque in seguito ad un’operazione fallita. Nel 1968, la principale catena di abbigliamento italiana all’epoca lanciò “Coinette”, una serie di negozi che vendevano prodotti di abbigliamento esplicitamente mirati a una fascia di consumatori medio-bassa. Coinette, in modo non molto diverso da un moderno outlet, vendeva le rimanenze di Coin, che con i suoi grandi negozi soprattutto nelle città del Nord era il maggiore marchio della grande distribuzione di fascia medio-alta.
L’operazione non funzionò: i negozi Coinette erano in periferia (quelli di Coin si trovavano invece nei centri città), lo spazio espositivo in genere era ridotto e la scelta di vestiti era piuttosto limitata: Coinette somigliava molto ad un tentativo di gestire le scorte invendute. Nel 1972 Coinette venne sostituita dall’Organizzazione Vendite Speciali, che in pochi anni diventò OVS.

I negozi di OVS all’inizio rimasero piccoli, come quelli di Coinette, ma divennero molto più semplici e spartani: non più piccole boutique, ma supermercati di vestiti.
Il cambiamento ebbe successo e tra la fine degli anni ‘70 e l’inizio degli anni ’80. L’invenduto di Coin cominciava a non bastare, non soddisfaceva più una rete di negozi che continuava a crescere, così cominciarono ad essere venduti prodotti di altre marche. Così cominciò a mettere in vendita anche altri prodotti oltre ai vestiti.
Divenne quindi un cosiddetto “variety store”, dove, accanto a cappotti e pantaloni si vendevano anche giocattoli, profumi, prodotti di cartoleria e articoli casalinghi. Mentre la società principale del gruppo, Coin, rimaneva stabile nella fascia medio-alta, OVS divenne una delle principali catene nella fascia medio-bassa.

Le cose, però, cambiarono nuovamente a metà degli anni Novanta.
Fu un momento in cui la famiglia Coin cambiò la struttura di governance della società lasciando ai manager un margine di manovra sempre più ampio.
Mentre i principali concorrenti restavano legati al modello del “variety store”, OVS si indirizzò verso uno “speciality store”, in cui i prodotti venduti erano soltanto abiti e profumi. In poco tempo i casalinghi e la cartoleria sparirono, lasciando spazio soltanto a vestiti e profumi. OVS e Coin divennero due società indipendenti, ma possedute al 100 per cento dal Gruppo Coin, che venne quotato in borsa nel 1999.
I conti della società crebbero molto in quegli anni: il fatturato passò da 531,9 milioni di euro nel 2000 a 647,3 milioni nel 2001. La scelta successiva, nel 2007, fu portare il marchio al livello della concorrenza internazionale, iniziando l’operazione “concept store”. Nel 2005 la famiglia Coin è definitivamente uscita dal gruppo, vendendo le quote di maggioranza a un fondo d’investimento. Dal 2011 il Gruppo Coin è posseduto, attraverso alcune società, dal fondo d’investimento BC Partners che ha sede a Londra.

oggi

Oggi…

Entrare in un negozio di OVS oggi è un’esperienza molto diversa rispetto a cinque anni fa. Fino quasi alla fine degli anni 2000, molti negozi Oviesse ricordavano un supermercato: luci forti, colori accesi, file di vestiti disposti senza molte strategie, con una scelta di modelli piuttosto semplice.

Tra il 2007 e il 2009 l’azienda ha però lanciato una grande operazione di restyling e 64 punti vendita sono stati messi a nuovo seguendo la logica del “concept store”.

Un “concept store” è un negozio dove tutto, dalle luci all’arredamento fino alla disposizione degli abiti e alla musica, è studiato per comunicare agli acquirenti uno stile e un’immagine in linea con quello degli abiti che vengono venduti.

Per quanto riguarda i prodotti, OVS decise di orientarsi sull’ “athleisure”, cioè la tendenza a utilizzare capi sportivi in ogni momento informale.
Il modo in cui l’amministratore delegato del Gruppo Coin ha descritto il cliente ideale è:

«La donna fitness che esce di casa indossando abiti sportivi e comodi con grande disinvoltura. A New York e Londra è già di moda: giovani vestite come attrici ma con pantaloni confort tipo tuta. Come se fossero in casa, ma ordinate e trendy».

Dopo il cambiamento OVS si presenta come una versione italiana di Zara o di H&M, ma con negozi che hanno un stile e una caratterizzazione più forti di quello della concorrenza. Quella compiuta è stata quindi una complessa operazione di “rebranding”, l’intero marchio è stato cambiato passando da Oviesse a OVS Industry e poi a OVS.
OVS si inserisce dunque in una storia di altri cambiamenti lunga più di quarant’anni, durante i quali ha continuato a trasformarsi: da outlet degli invenduti a moderna catena di negozi di moda.

Erika Bottici

Tiffany & Co

Tiffany, il Re dei diamanti

Sono veramente pochi quelli che conoscono la storia di Tiffany & Co. Qualunque donna sogna uno dei suoi diamanti ma nessuna sa da dove tutto è cominciato. Tiffany & Co, nota come “Tiffany’s“ è un’azienda americana fondata a New York, che si occupa della vendita di gioielli in tutto il mondo. Charles Lewis Tiffany e John B. Young furono i fondatori. Inizialmente l’azienda si occupava esclusivamente di articoli da cancelleria ed era nota come “Tiffany”, ma quando John B. Young ne divenne socio allora il…

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Viper Team At NY MakerFaire

Arduino for Makers

Il workshop “Arduino for Makers” è dedicato a tutti gli appassionati di elettronica e makers, ma anche a tutti coloro che vogliono avvicinarsi al mondo dell’IoT (Internet of things). Per l’occasione il workshop è stato sviluppato con un partner d’eccezione: Viper, Start-up nata come spin-off dell’Università di Pisa e vincitrice di premi come il recente StarCup Tuscany. Gli argomenti trattati riguarderanno aspetti teorici di base intervallati da esercitazioni pratiche per permettere ai partecipanti di apprendere in maniera interattiva le tecniche e gli strumenti proposti. Il workshop…

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