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OVS

OVS… “il brand che paga e appaga la clientela”

La moda è la passione di tutte le donne.
Il perché è molto semplice: tutte amiamo uscire di casa con un abito di tendenza o un accessorio esclusivo. Ma non tutti ci possiamo permettere tali brand. Ed ecco che allora la moda low cost prende il sopravvento. In Italia ci sono molte aziende low cost che stanno vivendo un periodo d’oro, la prima per eccellenza è OVS.

Così non possiamo non soffermarci sulle parole dell’amministratore delegato Stefano Beraldo, il quale ha dichiarato di voler investire nonostante la crisi economica italiana. In un’intervista a La Stampa ha affermato:


“Abbiamo cambiato pelle, prodotti, organizzazione, logistica.
Abbiamo adattato il business, oggi più flessibile, ma con una pianificazione precisa. Abbiamo aggiunto figure manageriali importanti e abbiamo lavorato sul web, al 
fianco di Dj e stilisti. Investiamo sempre più sulla qualità e sui fornitori italiani”.

Mentre

“il settore dell’abbigliamento nel 2014 ha fatto -3,5%, OVS cresce del 7,4% per 877 milioni di ricavi. Aumentiamo le vendite senza considerare le nuove aperture”.


ieri

Ieri…

OVS nacque in seguito ad un’operazione fallita. Nel 1968, la principale catena di abbigliamento italiana all’epoca lanciò “Coinette”, una serie di negozi che vendevano prodotti di abbigliamento esplicitamente mirati a una fascia di consumatori medio-bassa. Coinette, in modo non molto diverso da un moderno outlet, vendeva le rimanenze di Coin, che con i suoi grandi negozi soprattutto nelle città del Nord era il maggiore marchio della grande distribuzione di fascia medio-alta.
L’operazione non funzionò: i negozi Coinette erano in periferia (quelli di Coin si trovavano invece nei centri città), lo spazio espositivo in genere era ridotto e la scelta di vestiti era piuttosto limitata: Coinette somigliava molto ad un tentativo di gestire le scorte invendute. Nel 1972 Coinette venne sostituita dall’Organizzazione Vendite Speciali, che in pochi anni diventò OVS.

I negozi di OVS all’inizio rimasero piccoli, come quelli di Coinette, ma divennero molto più semplici e spartani: non più piccole boutique, ma supermercati di vestiti.
Il cambiamento ebbe successo e tra la fine degli anni ‘70 e l’inizio degli anni ’80. L’invenduto di Coin cominciava a non bastare, non soddisfaceva più una rete di negozi che continuava a crescere, così cominciarono ad essere venduti prodotti di altre marche. Così cominciò a mettere in vendita anche altri prodotti oltre ai vestiti.
Divenne quindi un cosiddetto “variety store”, dove, accanto a cappotti e pantaloni si vendevano anche giocattoli, profumi, prodotti di cartoleria e articoli casalinghi. Mentre la società principale del gruppo, Coin, rimaneva stabile nella fascia medio-alta, OVS divenne una delle principali catene nella fascia medio-bassa.

Le cose, però, cambiarono nuovamente a metà degli anni Novanta.
Fu un momento in cui la famiglia Coin cambiò la struttura di governance della società lasciando ai manager un margine di manovra sempre più ampio.
Mentre i principali concorrenti restavano legati al modello del “variety store”, OVS si indirizzò verso uno “speciality store”, in cui i prodotti venduti erano soltanto abiti e profumi. In poco tempo i casalinghi e la cartoleria sparirono, lasciando spazio soltanto a vestiti e profumi. OVS e Coin divennero due società indipendenti, ma possedute al 100 per cento dal Gruppo Coin, che venne quotato in borsa nel 1999.
I conti della società crebbero molto in quegli anni: il fatturato passò da 531,9 milioni di euro nel 2000 a 647,3 milioni nel 2001. La scelta successiva, nel 2007, fu portare il marchio al livello della concorrenza internazionale, iniziando l’operazione “concept store”. Nel 2005 la famiglia Coin è definitivamente uscita dal gruppo, vendendo le quote di maggioranza a un fondo d’investimento. Dal 2011 il Gruppo Coin è posseduto, attraverso alcune società, dal fondo d’investimento BC Partners che ha sede a Londra.

oggi

Oggi…

Entrare in un negozio di OVS oggi è un’esperienza molto diversa rispetto a cinque anni fa. Fino quasi alla fine degli anni 2000, molti negozi Oviesse ricordavano un supermercato: luci forti, colori accesi, file di vestiti disposti senza molte strategie, con una scelta di modelli piuttosto semplice.

Tra il 2007 e il 2009 l’azienda ha però lanciato una grande operazione di restyling e 64 punti vendita sono stati messi a nuovo seguendo la logica del “concept store”.

Un “concept store” è un negozio dove tutto, dalle luci all’arredamento fino alla disposizione degli abiti e alla musica, è studiato per comunicare agli acquirenti uno stile e un’immagine in linea con quello degli abiti che vengono venduti.

Per quanto riguarda i prodotti, OVS decise di orientarsi sull’ “athleisure”, cioè la tendenza a utilizzare capi sportivi in ogni momento informale.
Il modo in cui l’amministratore delegato del Gruppo Coin ha descritto il cliente ideale è:

«La donna fitness che esce di casa indossando abiti sportivi e comodi con grande disinvoltura. A New York e Londra è già di moda: giovani vestite come attrici ma con pantaloni confort tipo tuta. Come se fossero in casa, ma ordinate e trendy».

Dopo il cambiamento OVS si presenta come una versione italiana di Zara o di H&M, ma con negozi che hanno un stile e una caratterizzazione più forti di quello della concorrenza. Quella compiuta è stata quindi una complessa operazione di “rebranding”, l’intero marchio è stato cambiato passando da Oviesse a OVS Industry e poi a OVS.
OVS si inserisce dunque in una storia di altri cambiamenti lunga più di quarant’anni, durante i quali ha continuato a trasformarsi: da outlet degli invenduti a moderna catena di negozi di moda.

Erika Bottici

Tiffany & Co

Tiffany, il Re dei diamanti

Sono veramente pochi quelli che conoscono la storia di Tiffany & Co. Qualunque donna sogna uno dei suoi diamanti ma nessuna sa da dove tutto è cominciato. Tiffany & Co, nota come “Tiffany’s“ è un’azienda americana fondata a New York, che si occupa della vendita di gioielli in tutto il mondo. Charles Lewis Tiffany e John B. Young furono i fondatori. Inizialmente l’azienda si occupava esclusivamente di articoli da cancelleria ed era nota come “Tiffany”, ma quando John B. Young ne divenne socio allora il…

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