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Nike, un simbolo, una garanzia.

Il marchio Nike è il decimo marchio più famoso al mondo.

E’ uno dei pochi che ha un logo costituito da un simbolo e non dal proprio nome. Potersi permettere il lusso di omettere il proprio nome su un messaggio pubblicitario, allo scopo di farsi riconoscere è il sogno di ogni azienda.

Il detto “un nome, una garanzia” per Nike dovrebbe essere trasformato in “un simbolo, una garanzia”.

La Nike nasce il 25 Gennaio 1967 quando, Bill Bowerman (l’allenatore dell’Oregon University) insieme a Phil Knight (uno studente di economia) inventarono un marchio per delle scarpe sportive giapponesi. Il nome “Nike” fu preso dalla dea greca, Nike, dea della vittoria, apparsa in sogno ad uno dei fondatori.
Il simbolo grafico a forma di baffo, fu però disegnato da Carolyn Davidson, una studentessa di grafica per soli 35 dollari. Tale simbolo è chiamato Swoosh, che in inglese dignifica “fruscio”. La prima persona che indossò tale marchio fu un corridore americano nel 1973. Il 1978 è l’anno della nascita ufficiale di Nike Inc, ma anche del primo contratto di sponsorizzazione siglato con un grande personaggio del mondo dello sporto, John Mc. Enroe. L’anno successivo, invece, viene messa in commercio Tailwind, vale a dire la prima scarpa da corsa che può contare su Nike-air, ovvero il sistema di ammortizzazione brevettato dalla casa americana: una tecnologia che successivamente verrà impiegata per l’intera produzione Nike. Tale sistema sarà il vero punto di forza dell’azienda e anche delle calzature statunitensi. Nel 1979 Nike copre una fetta eccezionale del mercato, pari al 50% nel settore delle scarpe da corsa, e presenta un fatturato di circa 150 milioni di dollari. Ormai nel panorama internazionale Nike International Ltd. ricopre un ruolo fondamentale: le esportazioni in più di quaranta Paesi permettono, nel 1984, di sfiorare il miliardo di dollari di fatturato.
Alla crescita economica non può che corrispondere, naturalmente, una crescita di prestigio. Merito anche degli atleti sponsorizzati Nike, che ottengono risultati di altissimo livello: da Carl Lewis e Joan Benoit, senza dimenticare Alberto Salazar, vincitore della maratona di New York. Altre aziende, come Reebook, le fanno concorrenza e così la Nike è costretta a porre rimedio stipulando un accordo con un giocatore di basket che divenne il simbolo del marchio: Michael Jordan, da qui poi il modello “Air Jordan”. Fu nel 1988 che nacque il famosissimo detto” Just Do It”, rimasto nella storia.
La prima filiale italiana della Nike è stata aperta nel 1989 a Reggio Emilia. Molte aziende, nel corso degli anni, vennero acquisite dalla Nike, nomi come “Converse”, “Umbro” e “Hurley International”.
La Nike ha avuto anche un periodo nero per accuse di sfruttamento del lavoro minorile: venne infatti accusata di far lavorare bambini di 5 anni anche per 16/17 ore al giorno per cucire palloni e vestiti, in condizioni igieniche pessime e malsane. Attualmente la Nike è il fornitore ufficiale, dal 2007, di palle da calcio per la Serie A e B, per la LIGA BBVA e la FA Premier Ligue. Inoltre è produttore delle maglie ufficiali da calcio di moltissime squadre. Diversi programmi improntati alla sensibilizzazione ambientale vengono promossi, anche attraverso il Codice di Condotta istituito nel 1992, che obbliga tutti i licenziatari e partner Nike del mondo a garantire precisi standard di comportamento che assicurino un livello salariare adeguato ai dipendenti. La responsabilità sociale dell’azienda trova conferma anche in PLAY, progetto il cui acronimo significa “Participate in the lives of America’s youth”, che si propone di sostenere attività ricreative e sportive tra le generazioni più giovani. Annualmente, Nike regala a organizzazioni no profit il 3% del fatturato mondiale: una beneficenza effettuata tramite denaro o prodotti specifici. Nello stesso anno, per altro, viene lanciato Livestrong, il braccialetto giallo messo in commercio dalla “Lance Armstrong Foundation”, la fondazione dell’ex ciclista Lance Armstrong, finalizzata a finanziare la ricerca contro il cancro. Indossato in un primo momento soprattutto dagli sportivi, al Tour de France e agli Europei di calcio, il braccialetto si trasforma in una moda, esibita da divi dello spettacolo, calciatori e vip.

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Nike è la conferma vera e propria che spesso un’intuizione può realmente diventare il simbolo di un’azienda e soprattutto uno stile di vita.

Erika Bottici

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