azienda

Le associazioni: a scuola di azienda

Oggigiorno, per avere un buon posto di lavoro in azienda, sono richieste delle competenze e delle attitudini che difficilmente sono reperibili in ambito universitario, anzi: molto spesso la formazione accademica risulta incompleta e il neolaureato si ritrova alla fine del proprio percorso con un fragile pezzo di carta in mano e tanta inesperienza.
Si comincia  così a frequentare costosissimi master o discutibili corsi di formazione, o alla peggio si accetta uno stage non pagato, al più con un misero rimborso spese.
Tuttavia, a Pisa e in generale in Italia,  esiste una realtà che offre la possibilità di arricchire il proprio bagaglio di competenze e di sviluppare le proprie attitudini in maniera completamente gratuita: l’associazionismo.
È decisamente un luogo comune quello che vede le associazioni esclusivamente come gruppi di persone che si riuniscono in maniera più o meno regolare e discutono in maniera inconsistente di tematiche caratterizzanti l’associazione stessa. Il mio impegno in due associazioni di carattere completamente differente mi ha portato a considerare gli innumerevoli vantaggi che ho tratto e sto traendo dalla mia duplice militanza. A parte le soddisfazioni che il volontariato porta, perché si lavora per un progetto comune, mi concentrerò sui vantaggi tecnici che ho percepito.
Nello specifico, il mio impegno in Arcigay Pisa mi ha regalato buone competenze di project management: le innumerevoli attività organizzate con l’associazione – dalle semplici presentazioni di libri ai corsi di formazione, passando per le proiezioni al cinema Arsenale – per essere finanziate devono essere presentate in forma scritta compilando appositi moduli, allegando descrizioni dell’iniziativa, nomi dei relatori e delle relatrici, e addirittura preparando un piano dei costi, a cui, al termine delle attività, deve seguire una puntuale rendicontazione con fatture e ricevute.
Inoltre, mi occupo anche di divulgazione matematica nell’associazione studentesca MaDE@DM (Matematica, Divulgazione, Educazione al Dipartimento di Matematica): con gli altri soci e socie, progettiamo laboratori e mostre per esportare la matematica in contesti non puramente accademici/scolastici. Dunque, oltre il lavoro di progettazione, ho appreso anche a parlare a gruppi molto eterogenei di persone, a gestire conversazioni di gruppo, a moderare dibattiti.
In ultimo, è bene citare le innumerevoli opportunità di partecipare a corsi di formazione completamente gratuiti offerti alle volontarie e ai volontari delle associazioni, tutti con formatori o formatrici d’eccezione; tanto per citarne uno, il mese scorso ne ho frequentato uno sulla comunicazione, tenuto da un’esperta di self empowerment.
Il bello è che tutto ciò fa curriculum: come è noto, nei recenti standard “europe cv” sono presenti sezioni dedicate alle attività extra-lavorative e alle competenze tecniche e/o sociali. È certo che la militanza in associazione non fornirà un titolo equivalente ad un master in prestigiose università straniere, tuttavia in sede di colloquio di lavoro quasi sicuramente si avrà una marcia in più rispetto a chi non ne ha mai fatto parte.

 Daniele Serra