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La Guerra di Giulia.

Forse non avrà a che fare con la moda, ma ha a che fare con la vita. La moda è bellezza e stile, ma a volte porta alla rovina psicologica e fisica.
Quante donne, per rientrare nei “canoni” di bellezza imposti dai media, sono cadute nel vortice dell’anoressia?

– Anoressia…nei paesi industrializzati come l’Italia, 8-10 ragazze su 100 tra i 12 e i 25 anni di età soffrono di disturbi del comportamento alimentare, di queste 1 su 2 nelle forme più gravi.-

“Di nero mi vesto
e mi nascondo
per sembrare più magra
per non sembrare
per non apparire
confondermi tra la gente
per annullarmi così silenziosamente …
una piuma non fa rumore
nemmeno quando cade…”

Anche se leggera come una piuma, rumore lo ha fatto…


Lei si chiama Giulia, un nome molto comune, ma una storia molto particolare, fatta di lotta, sofferenza e anche di rivincita e amore.
I suoi occhi castani, brillanti e lucidi nascondono quello che, questa bellissima ragazza ha raccontato di sé.

Non aveva alcun lavoro, non riusciva a vedere niente di fronte a lei. Senza titolo
Aveva paura, paura del futuro, paura di amare il proprio ragazzo e paura di se stessa. Giulia si sentiva così quando decise di prendere una decisione, voleva essere forte, per se stessa e per chi la circondava. Decise di smettere di mangiare. Iniziò con uno yogurt e una mela al giorno, passando da 55 Kg a 33Kg in meno di un anno. Una delusione familiare, un amore appena sbocciato la portarono ad aver paura di non essere abbastanza. Passava le giornate a fare sport fino all’esaurimento fisico. Le sue ossa erano diventate così sporgenti che la sua pelle era sempre più rovinata e cosparsa di lividi. L’inverno lo passava abbracciando una stufa, perché il freddo era devastante.
Come può, questa, essere considerata vita?
Giulia non aveva mai fatto troppa attenzione al suo corpo prima di quel periodo, non aveva mai amato lo sport e passava le giornate insieme alle sue amiche.

Tutto era cambiato.

 

“Non mangiare
sussurra la mente
non alimentare quella vita
che ti è natura ostile
e quando è troppo il dolore nel cuore
il vuoto nello stomaco
fa ancor meno rumore.”

 

La sua storia proseguì all’interno di un ospedale. Giulia, su una barella che cantava: cantare l’avrebbe resa forte, quando in realtà, la sua era solo debolezza. Aveva 21 anni, ed ebbe il coraggio di reagire a ciò che i medici le dissero :
“ Lei dovrà essere alimentata con una sonda!”
Giulia non accettò, sapeva che avrebbe potuto farcela, DA SOLA. Sono passati 3 anni, adesso Giulia è guarita e da pochi giorni ha aperto un blog per aiutare tutti quelli che soffrono di un disturbo alimentare.
Ovviamente nel momento in cui si presenta un problema, la prima cosa che viene fatta, è cercare informazioni su internet e il suo blog vuole fare proprio questo. Il blog è intitolato “Filo Rosso” e fu il suo ragazzo a regalarle il dominio, che nonostante tutto non l’ha mai lasciata sola, mai. Anzi fu il primo ad accorgersi che Giulia non stava bene.

Mi aggrappo al senso della vita
quando son sicura
d’aver toccato il fondo
all’istinto primordiale
di sopravvivenza
e alle ali leggere
di quella farfalla
affido i miei neri dispiaceri
perché volino lontano…
perché non li voglio più sentire.
[ Ali leggere di Farfalla ]

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Nel “Filo Rosso” spiccano le foto di Giulia durante la terapia e durante questi 3 lunghi e difficili anni.
Dopo un’esperienza lavorativa non andata bene, Giulia scopre di essere anche bulimica, così arrivò un altro ricovero. Fu proprio lì che capì l’importanza di aiutare gli altri, scoprì chi era la vera Giulia, la stessa che aprì il blog. Nel suo ultimo articolo scrive: “Il colore predominante era il bianco. Io non facevo altro che indossare capi di colori sgargianti, stampe geometriche ed accessori vari. Come se dovessi uscire da un momento all’altro. Proprio non realizzavo di aver corso il rischio di perdere la vita.

Giulia, ragazza di 21 anni con una vita davanti, vincitrice della sua guerra contro la malattia, oggi ha un sogno: aprire un centro dove i bambini e i ragazzi possono trovare un aiuto psicologico e professionale, cosa che lei non ha trovato quando aveva bisogno.
In un intervista lei termina così: “[…] non posso promettere la guarigione a nessuno ma ho capito quanto è importante incontrare qualcuno che sta passando il tuo stesso inferno”.

Il Filo Rosso :   qui

Erika Bottici