7 OTTOBRE 2016 – IL VENERDì NERO DELLA GRAN BRETAGNA

“In una parola, spaventoso”

 Siamo nella notte tra il 23 e il 24 Giugno 2016 e il popolo britannico ha appena affermato la volontà di uscire dall’ Unione Europea.

I mercati reagiscono immediatamente alla notizia della clamorosa uscita e soprattutto il mercato delle valute o Forex quella sera stessa assiste a delle fortissime oscillazioni.

La sterlina inglese segna un calo del 5% sul dollaro: un crollo così ampio che ricercando negli archivi non si riscontra dal lontano 1985 e che supera di gran lunga il crollo valutario avvenuto nel 1992, nel famoso “mercoledì nero”, quando addirittura la crisi valutaria spinse la Gran Bretagna fuori dallo Sme (sistema monetario Europeo).senza-titolo

Cosa succede il 7 ottobre 2016?

Il 7 Ottobre 2016, a quasi 4 mesi dal referendum della Brexit, nella notte tra il giovedì e il venerdì, all’apertura della sessione asiatica, la sterlina in soli due minuti vede un crollo del 6.1% , scatenando il panico nei mercati.

In soli due minuti dunque vi è stata la variazione più ampia da quando gli inglesi hanno votato a favore dell’uscita del Regno Unito dall’UE al referendum sulla Brexit, arrivando a toccare, al cambio sterlina-dollaro i livelli più bassi dal lontano marzo 1985.

“La fiducia nei mercati valutari è stata gravemente scossa, ancora una volta”.

Come è possibile che nel giro di soli due minuti la sterlina sia crollata del 6.1% , causando danni incalcolabili a migliaia di investitori?

Proviamo a dare qualche spiegazione.

Molte sono le teorie che circolano sul fatidico crollo della sterlina ma le più convincenti ad ora puntano il dito sul fenomeno del “fat finger” .

I Forex trader hanno ipotizzato che il crollo della sterlina possa essere stato innescato da un errore umano, o un cosiddetto “fat finger”, con l’aggiunta della pressione di vendita generata dagli algoritmi in un momento della giornata di trading in cui la liquidità è molto bassa. La sessione asiatica si svolge nelle prime ore del mattino, quando le borse Europee sono chiuse, per cui la liquidità risulta molto minore rispetto ad altre fasce orarie.

Dunque è possibile che alcuni hedge fund (fondi speculativi privati) opportunistici e alcuni sistemi di trading algoritmico abbiano colto l’opportunità di capitalizzare grazie alla liquidità del mercato con una vendita aggressiva sul cambio valutario GBP/USD (sterlina/dollaro), innescando una serie di stop.

Con serie di stop ci si riferisce alle posizioni di migliaia di investitori che per proteggersi da eventuali perdite avevano posizionato appunto degli stop a determinati livelli di prezzo, che una volta raggiunti, chiudono in automatico la posizione. In poche parole il crollo ampio della sterlina può derivare da la volontà di grandi investitori di ottenere profitti a discapito di investitori minori.senza-titolo1

Una seconda teoria , smentita dagli esperti del settore,ritiene responsabile del crollo della sterlina un articolo del Financial Times , nel quale il presidente francese Francois Hollande dichiarava che il Regno Unito avrebbe subito le conseguenze dell’abbandono dell’Unione Europea.

Che sia stato un errore umano, un algoritmo o una pura conseguenza della Brexit, per la sterlina si aspettano mesi infuocati, ed importante prendere una posizione: Long o Short?

Leonardo Di Sarli